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ANDANDO A PRENDERE IL TRENO
(protagonisti un bambino di quattro anni e una monaca)

E’ un afoso pomeriggio estivo. Salgo, sola, le scale che portano al quarto binario, portando a tracolla la borsa e una valigia che pesa; con l’altra mano alzo il saio acciocché non si sporchi sui gradini. Con un po’ di sforzo fisico emergo in superficie, sulla banchina, il volto un po’ tirato. Una coppia di donne, due sorelle, chiacchierano sedute sulla panchina, guardando due bambini, figli di una di loro, che giocano. La piccolina, di circa tre anni, segue il fratellino di quattro, o poco più. Questi sta giocando con una paletta “stop&go” da poliziotto e correndo intorno alle due.
Come mi vede, il bambino si arresta stupefatto e balbetta: “Madonna… La Madonna… C’è la Madonna… Mamma, guarda! C’è la Madonna!”.
Io sorrido e la mamma, girandosi verso di me, pure. Mi fermo ad obliterare il biglietto e spiego al bambino: “Non sono la Madonna, perché, sai, la Madonna, quando deve viaggiare, non ha bisogno di prendere il treno…”. La madre, sempre sorridendo, continua: “E’ così: lei è una suora, la Madonna invece è in cielo e non va in treno…”.
Ma il piccoletto, con qualche dubbio e curiosità da fugare, mi fa di riscontro: “Ma tu… come fai a volare?”.
Ed io: “Vedi, di giorno non volo perché è pericoloso. Infatti, se un cacciatore mi vedesse volare, penserebbe ad un uccello e potrebbe spararmi. Per cui volo solo di notte, ma solo quando non ci sono le stelle, e così, al buio e con l’abito tutto nero, sono al sicuro e non è facile vedermi. Ma se tu provi a guardare il cielo in una notte senza stelle, forse una volta potrai anche scorgermi!”.
Non mi chiese altro, soddisfatto di aver appurato che è ben possibile, per certe donne, volare per il cielo, pur se è difficile vederle. E che la Madonna è in cielo perché …i treni non fanno per lei, dato che lei sì vola sempre, anche di giorno!                                            (sr Silvia, estate 2013)